La videoscenografia per lo spettacolo di Matteo Corradini Zazie c’est moi-sul metrò con Raymond Queneau racconta alcuni personaggi di Queneau, giocando sulla non precisa distinzione tra il piano della virtualità (rappresentata dalle proiezioni e rappresentante la dimensione onirica presente in ogni romanzo dell’autore) e il piano della realtà (rappresentato da una performer che – muovendosi dietro i tre schermi su cui vengono proiettate le immagini del video – va a completare le immagini dei personaggi quando questi passano da uno schermo all’altro, “sottoponendosi” e combaciando alle loro sagome).
Cidrolin, pigrone songatore, e il Duca d’Auge, suo alter ego onirico, viaggiatore del tempo de I fiori blu; Zazie e suo zio Gabriel, che di professione fa la ballerina notturna; LN, femminista sensuale e “cruciverbica”, Icaro, protofuturista in fuga dal romanzo di cui è protagonista, e lo studente Turquedenne (da Icaro Involato i primi due, da Gli ultimi giorni il terzo); Sally Mara, diciotenne ai suoi primi comici approcci con il sesso opposto, suo fratello Joel, ubriacone innocuo, e la donna che questo ha messo incinta, Mrs Killarney (esilaranti e tragici personaggi de Il diario intimo di Sally Mara), per finire con la folla degli abitanti della Città Natale e con Pierre in particolare (folla cittadina e sindaco in Tempi duri, Saint Glinglin!). Un susseguirsi incessante di caratteri, colori, atmosfere, un turbinio di sovrapposizioni e rimandi, come nei sogni, la cui struttura crea connessioni e rimandi, i famosi “echi di situazioni” tanto cari a Queneau.
Il video prosegue per immagini e spunti, richiami e passaggi stranianti.
Questo video racconta la videoscenografia, mostrando le interazioni dell’attrice con i personaggi proiettati:
Questa è la versione definitiva del video:
Le precedenti versioni del video – con alcuni cambiamenti ed esperimenti su saturazioni, colori, contrasti, tempi – sono visibili agli indirzzi seguenti :
youtube.com/watch?v=XPMcJQp-NvU (prima versione del video completo di grafica)
youtube.com/watch?v=dsG19d2s8Mc (prima versione dell’audio realizzato Tristan Coindet)
youtube.com/watch?v=R3BXRytH2ro (versione di sperimentazione su contrasti e saturazione colore)
Alcuni fotogrammi dei momenti di passaggio dell’attrice:
Il montaggio al Teatro San Matteo
Gli schermi allestiti in atelier 29 ai Magazzini Ligabue per le prove:
Questo progetto è stato al centro della stesura della mia tesi di laurea specialistica in Scienze e Tecniche del Teatro, conseguita nell’aprile 2009 (relatore Klaus Obermaier): “Zazie c’est moi – proiezioni oniriche in movimento. Una videoscenografia sui personaggi di Raymond Queneau”. La tesi, suddivisa in due parti, oltre a presentare il progetto di videoscenografia, analizza la teatralità insita nelle opere dell’autore. Attraverso le sue parole, le strutture dei romanzi, le messe in scena che sono state fatte a partire dalle sue opere, dimostro come il teatro rientri a pieno titolo nella sua opera e ne sia uno dei protagonisti essenziali. Personaggi, dialoghi, scarti logici e incomprensioni , relazioni, sono profondamente teatrali. Il lettore, libero da influenze soggettive dell’autore, diventa una sorta di regista e attua da solo la ricostruzione della scena, delle relazioni, delle situazioni, dei toni.
SPETTACOLO: ZAZIE C’EST MOI:
22 Marzo 2009, ore 21 – Teatro San Matteo di Piacenza
Prodotto da: Amico Libro, Comune di Piacenza, Matteo Corradini
di e con Matteo Corradini
e con Riccardo Rampini (percussioni e illusioni), Betty Blue (voce e chitarra), Elena Dalmasso (videoscenografia), Michela Oroboncoidi (voce rapita)
Scene e video: Elena Dalmasso
Durata: 1 ora circa
VIDEO SCENOGRAFIA
Realizzata da: Elena Dalmasso in collaborazione con Klaus Obermaier e Massimiliano Ciammaichella
Con (in ordine di apparizione): Enzo Ruta, Roberta D’Angelo, Martina Pagura, Letizia Baglioni, Ivan Provenzale, Giuditta Ambrosini, Anja Rudak, Maria Mariano, Giulia Tulisso e Elena Dalmasso
Suono: Tristan Coindet
Disegni: Giorgia Tesser
Durata: 9 min circa
si ringraziano: Leandro Lisboa, Luca Vascon, Andrea Pertoldeo, Camillo Trevisan, Fabio Massimo Iaquone
Video finale con citazione di Raymond Queneau:



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